L'irrazionalità del "devo/deve"

SEI SOLITO FARE RICHIESTE PERFEZIONISTICHE DANNOSE?

Elliot D. Cohen Consulente filosofico

L’autore di questo articolo Elliot D. Cohen, Ph.D. è il presidente del Logic-Based Therapy and Consultation Institute e uno dei principali fondatori della consulenza filosofica negli Stati Uniti. L’articolo originale pubblicato in Psychology Today il 22 dicembre 2018 –https://www.psychologytoday.com/us/blog/what-would-aristotle-do/201812/do-you-make-harmful-perfectionistic-demands (Tradotto e adattato in italiano da Angelo Manassero Logic-Based Therapy Consultant in Italia).

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L'irrazionalità del "devo/deve" e del "dovrei/dovrebbe" nel fare richieste perfezionistiche.

Albert Ellis, Fondatore della Rational Emotive Behavior Therapy (terapia razionale-emotiva), la prima terapia cognitivo-comportamentale al mondo, era solito dire agli altri di non “musturbate”, che in italiano sarebbe l’abuso dei devo assolutamente. Ellis gioca sul termine inglese che contiene il verbo inglese must (dovere) e masturbation (masturbazione) musturbation. In italiano si parla di doverizzazioni, utilizzando il termine con uso estremamente rigido del verbo dovere che nella REBT viene considerato una delle principali forme di pretese assolute.

Quindi con il termine musturbate, intendeva il procurarsi disturbi emotivi, facendo richieste perfezionistiche a sé stesso, agli altri, e/o al mondo, usando il termine “deve/devo” o “dovrei/dovrebbe” o un loro sinonimo. E questa è stata la pietra miliare della REBT, un approccio alla psicoterapia che ha aiutato milioni di persone a superare tendenze emotive e comportamentali autodistruttive e non necessarie.

Nel suo libro di auto-aiuto , “Making Peace with Imperfection: Discover Your Perfectionism Type, End the Cycle of Criticism, and Embrace Self-Acceptance”,[1] che Elliott D. Cohen ha dedicato ad Albert Ellis, identifica 10 tipi di “deve” e “dovrebbero” perfezionistici che tendiamo ad auto-infliggersi e che ci causano disturbi. (Cohen, 2019). Essi sono i seguenti:

Come si può smettere di musturbating (il devo assolutamente)?

Perfezionismo riguardo a sé stessi

  1. Perfezionismo nella realizzazione: non devo/dovrei mai commettere errori o fallire in qualcosa.
  2. Perfezionismo nell’ approvazione: devo/dovrei sempre ottenere l’approvazione degli altri.
  3. Perfezionismo morale: devo/dovrei avere sempre un perfetto comportamento morale.
  4. Controllo e perfezionismo: devo/dovrei avere sempre il controllo di tutto in ogni momento.

Richiedere agli altri di essere perfetti

  1. Perfezionismo delle aspettative: gli altri devono/dovrebbero sempre svolgere le cose perfettamente.
  2. Perfezionismo egocentrico: devo/dovrei avere sempre ragione.
  3. Perfezionismo nel modo in cui vogliamo essere trattati: gli altri non devono/non dovrebbero mai trattarmi male.

Perfezionismo riguardo al mondo:

  1. Perfezionismo esistenziale: le cose brutte non devono/non dovrebbero mai accadere.
  2. Perfezionismo della pulizia e ordine: tutto deve/dovrebbe essere perfettamente pulito e ordinato.
  3. Perfezionismo della certezza: devo/dovrei essere sempre certo che le cose brutte non accadano.

Come puoi vedere, alcuni tipi (1-4) comportano richieste perfezionistiche su noi stessi; alcuni (5-7) sugli altri ; e alcuni sul mondo (8-10).

Sfortunatamente, questi diversi tipi di perfezionismo sembrano essere piuttosto comuni. In un recente studio condotto dallo stesso Cohen, su 2.186 individui di età compresa tra i 18 e oltre i 65 anni, il 41% dei maschi e il 50% delle femmine sono impegnati in almeno uno o più di questi tipi di “Esigere la perfezione” (EP), o musturbation (devo assolutamente) (Cohen, 2019). Quindi, in base a questo studio, se stai leggendo questo blog, ci sono buone probabilità che anche tu sia un musturbator!

Come si può smettere di musturbating (il devo assolutamente)?

Il primo passo per superare il musturbation (devo assolutamente), è rendersi conto che lo stai facendo; il secondo è rendersi conto in modo chiaro che è irrazionale. Albert Ellis si riferiva a quest’ultimo passaggio come ad una “disputa”. Con un occhio di riguardo a questa disputa, diamo un’occhiata a questi termini colpevoli, “deve/devo” e “dovrebbe/dovrei” e a come vengono usati quando chiediamo la perfezione.

Contestare i vostri Devo e Dovrei

Supponiamo che tu sia un perfezionista dell’approvazione, un perfezionista che dice a sé stesso che deve sempre ottenere l’approvazione degli altri. Dichiari sempre che “Devo ottenere un approvazione”. “Se non ottengo un approvazione, allora c’è qualcosa che non va in me.”

Questa è una sindrome comune, la vecchia sindrome nell’Esigere Approvazione e Auto-Dannazione se non la ottieni. Qui la disputa è semplice: Se questo fosse il modo in cui devi ottenere un’approvazione, allora la otterresti sempre. In che modo? Perché dire che qualcosa deve essere, significa che è necessario che sia così. E se è necessario, allora deve accadere in questo modo (come dovrebbe accadere). Ma in realtà non sempre ottieni l’approvazione degli altri. Quindi sai già in partenza che non necessariamente la otterrai.

Eppure, da un lato, dici a te stesso che devi sempre ottenerla, e dall’altro dici a te stesso che non sempre la otterrai. È una contraddizione pazzesca.

Bene, supponiamo allora che possiamo ammorbidire un po’ questo tuo reclamo: “Beh, forse non è vero che devo sempre ottenere l’approvazione degli altri, ma dovrei sempre ottenerla.” Ma notate che questo “dovrebbe” è assolutista. Afferma incondizionatamente – nessun “se”, “e” o “ma” – che dovresti ottenere l’approvazione degli altri.

Ciò significa che pensi che ci sia una ragione convincente per ottenere sempre l’approvazione degli altri, cioè una ragione che non può essere sconfitta o scavalcata da nessun’altra ragione o considerazione. Allora, qual è questa misteriosa ragione? Ma il mondo si fermerebbe bruscamente se non ottenessi questa approvazione? Arriva da qualcosa dall’alto? È scolpito nella pietra da qualche parte insieme ai Dieci Comandamenti? Chiaramente no!

Molto probabilmente la tua ragione non è basata su nient’altro se non sul fatto che preferiresti ottenere l’approvazione degli altri. Ma preferire questa approvazione non è un motivo convincente per ottenerla, perché altri potrebbero preferire di non dartela, e hanno il diritto di approvare chiunque scelgano. 

In effetti, se preferire qualcosa significava avere un motivo convincente per ottenerlo, anche gli altri che hanno preferito non darti la loro approvazione avrebbero anche loro un motivo convincente per non dartela. Ma se gli altri possono avere una ragione convincente per non darti la loro approvazione, allora non puoi avere una ragione convincente per ottenerla! Di nuovo, casco su una contraddizione!

Quindi, faresti meglio a rinunciare ai tuoi “devi” e “dovrebbe” perfezionistici perché abbiamo appena dimostrato la loro assurdità!

Apprezzare emotivamente l’assurdità del Musturbation (devo assolutamente)

Naturalmente, sapere che il tuo perfezionismo è assurdo e saperlo apprezzare emotivamente non sono di fatti la stessa cosa; quindi, è possibile che puoi essere ancora incline al musturbate (devo assolutamente) anche quando sai che in quel momento è un comportamento irrazionale. Ad esempio, anche se adesso capisci che è irrazionale volere sempre l’approvazione degli altri, potresti comunque sentirti non meritevole quando non ottieni l’approvazione da parte delle altre persone. 

Questo è il motivo per cui Albert Ellis ha chiamato il suo approccio la Terapia Razionale Emotiva Comportamentale. Il motivo è che hai anche bisogno di esercitarti a non pretendere sempre la perfezione per poter smettere di volerlo.

Praticare Il Non Musturbating (devo assolutamente)

Quindi la REBT ti dà dei compiti da fare a casa per esercitarti. Ad esempio, Albert Ellis probabilmente ti direbbe di fare un esercizio di “anti-vergogna”   (Shame attacking exercises: Tecnica che consiste nel prescrive al cliente di fare volontariamente qualcosa di imbarazzante ed ha lo scopo di far abituare il cliente a tollerare l’imbarazzo) [2]. Uno dei suoi preferiti era dirti di camminare lungo un isolato affollato portando al guinzaglio una banana. Questo farebbe sicuramente pensare alla gente che sei un po’ fuori di testa. Ma con un’azione come questa, potresti anche continuare a ricordare a te stesso, mentre portavi a spasso la banana, quanto sarebbe irrazionale musturbate (devo assolutamente) su di esso.  

Dopotutto, importa davvero cosa pensano di te le altre persone? Alla fine, potresti iniziare a dimostrare a te stesso, emotivamente, che non hai davvero bisogno dell’approvazione degli altri per essere una persona degna o meritevole. In effetti, potresti dimostrare a te stesso che sei abbastanza capace di fare cose senza l’approvazione degli altri, anche cose che suscitano la loro disapprovazione.

È importante disporre di una serie di esercizi sistematici, da poter praticare regolarmente, al fine di fare progressi nel superare il proprio esigere la perfezione (Cohen, 2019). Diversi tipi di perfezionismo richiedono diversi tipi di esercizi, ma l’obiettivo è lo stesso: vale a dire, diventare più confidenti in se stessi nel vivere in un mondo imperfetto. Lasciar andare i tuoi “deve” e “dovrebbero” perfezionistici: questa è la chiave. Ad esempio, Cohen ci dice  spesso di praticare qualche tipo di meditazione, e di imparare tramite  queste pratiche a lasciar scivolare queste assurde richieste di  musturbation (devo assolutamente).

Sei una di quelle persone che si musturbate (deve assolutamente)? Se è così, puoi risparmiarti un sacco di inutile stress, devi solo lavorare su te stesso per raggiungere questo obiettivo! 

Riferimenti

  1. Cohen, ED (2019) “Making Peace with Imperfection: Discover Your Perfectionism Type, End the Cycle of Criticism, and Embrace Self-Acceptance”,  https://www.amazon.it/Making-Peace-Imperfection-Perfectionism-Self-acceptance/dp/1684032989 

      2. Sito della REBT: https://www.rebt.it/rebt/rebt/glossario-rebt 

Elliot D. Cohen

Elliot D. Cohen (Ph.D. Brown University) è uno dei principali fondatori della consulenza filosofica negli Stati Uniti. È fondatore e editore dell’International Journal of Applied Philosophy e dell’International Journal of Philosophical Practice; co-fondatore e Direttore Esecutivo della National Philosophical Counselling Association (NPCA); e presidente del Logic-Based Therapy and Consultation Institute. Autore di ventisette libri e numerosi articoli di consulenza filosofica, filosofia applicata ed etica professionale,

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