Consulenza filosofica

LA VISUALIZZAZIONE NEGATIVA

Cos’è la cosa peggiore che può capitarti

Una persona coscienziosa periodicamente contemplerà le cose negative che gli possono accadere, ma non importa quanto proviamo ad evitare che le cose negative ci accadano, alcune di esse capiteranno ugualmente. La sfortuna arriva più pesantemente, dice Seneca, su coloro che si aspettano null’altro che il buon auspicio.

Le persone sono infelici in gran parte perché sono insaziabili; dopo aver lavorato duramente per ottenere quello che vogliono, cominciano a perdere interesse nell’oggetto del loro desiderio. Anziché sentirsi soddisfatti, si sentono annoiati e in risposta a questa loro noia creano un nuovo è più grande desiderio.

Uno dei punti chiave della felicità quindi è di prevenire il processo di adattamento. Abbiamo bisogno di prendere dei provvedimenti per evitare di dare per scontate le cose che abbiamo ottenuto dopo aver lavorato duramente per ottenerle. Dunque, Il modo migliore per raggiungere la felicità, è di imparare come volere le cose che abbiamo già.

Gli stoici ci aiutano in questo, il loro consiglio è di dedicare un po’ del nostro tempo cercando di immaginare che abbiamo perso le cose a cui diamo valore. Questo esercizio si chiamo visualizzazione negativa (Praemeditatio Malorum).

Seneca spiega che:                                                                                  

“Da dove dunque deriva questa nostra si grande ostinazione nel compiangere noi stessi, se ciò non avviene per ordine della natura? Dal fatto che non ci poniamo di fronte nessun male prima che avvenga, ma, come se fossimo immuni ed avessimo intrapreso un cammino più tranquillo degli altri, non siamo ammoniti dai casi altrui che essi sono comuni a tutti.” [Consolazione a Marcia, I, 9]

Epitteto scrive riguardo a tutti i nostri beni che:

“…li abbiamo avuti in prestito, solo l’usufrutto è nostro, ma la sua durata la stabilisce colui che è arbitrio della sua elargizione: noi dobbiamo tenere a disposizione beni che ci sono stati affidati per un tempo non determinato e, una volta chiamati, restituirli senza lamentarci.”…”Bisogna ricordare spesso al nostro animo di amare ogni bene come destinato a svanire, anzi come se già svanisse: tutto ciò che ti è stato dato dalla fortuna, possiedilo come privo di ogni garanzia.” [ Manuale, 10] 

Epitteto ci ricorda che quando diamo un bacio a nostro figlio di ricordarci che è mortale e non qualcosa che possediamo, e ancora ci insegna che quando salutiamo un amico , silenziosamente dovremo ricordare a noi stessi che questa potrebbe essere la nostra separazione finale. Se facciamo così, incominceremo a non prendere i nostri amici per scontati e il risultato sarà di apprezzare l’amicizia più di quello che avremmo apprezzato in precedenza.

Epitteto ci dice anche di contemplare la nostra mortalità:

“Concentrati soprattutto sull’idea della tua morte: è un ottimo esercizio per evitare di incorrere in pensieri meschini e per non lasciarti travolgere da desideri smodati.” [Manuale, 21]  

Sulle stesse righe Seneca dice al suo amico Lucilio, di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo. Dovremo periodicamente fare una pausa per riflettere sul fatto che non vivremo in eterno e quindi che questo giorno potrebbe essere l’ultimo. Questa riflessione dovrebbe portarci ad apprezzare quanto sia meraviglioso il fatto che siamo vivi. Questi pensieri non dovrebbero portarci a cambiare le nostre attività, ma portarci a cambiare il nostro stato mentale mentre conduciamo le stesse attività. 

La cosa realmente sciocca è quella di trascorrere la nostra vita in uno stato di auto-indotta insoddisfazione, quando l’essere soddisfatti è a portata di mano, se solo siamo disposti a cambiate la nostra prospettiva mentale. 

Possiamo praticare la visualizzazione negativa facendo attenzione alle cose negative che capitano alle altre persone e pensare che queste cose potevano capitare a noi. Ma la visualizzazione negativa può essere usata anche al contrario, immaginando che una cosa negativa che capita a noi sia capitata a qualcun altro.  Ad esempio, Epitteto insegna un tipo di immaginazione proiettata; supponi che il tuo domestico rompa una tazza, di solito ci arrabbieremo e la nostra tranquillità verrebbe interrotta durante l’incidente. Un modo di evitare questa arrabbiatura e di immaginare che  questo incidente sia capitato a qualcun altro. Se fossimo stati a casa di qualcun altro e il suo domestico avesse rotto una tazza, sicuramente non ci arrabbieremo, probabilmente cercheremo di calmare l’oste dicendogli: “e’ solo una tazza, queste cose succedono”. 

Alla critica di non avere sentimenti, gli Stoici, risponderebbero che nello stesso momento in cui pratichiamo la visualizzazione negativa impariamo anche ad apprezzare il mondo, preparandoci ai cambiamenti che avvengono in esso. Praticare la Visualizzazione negativa dopo tutto non è altro che contemplare l’impermanenza nel mondo che ci circonda.  

Seneca aggiunge che:  

“Frattanto d’accordo con tutti gli stoici, sappi che io seguo la natura;”…”Vita felice è dunque quella che si accorda con la sua natura” quindi la persona “capace di fruire dei doni della fortuna, ma senza rendersene schiavo.” [La vita felice, III, 3] 

Dunque praticando la Visualizzazione Negativa, possiamo sperare di raggiungere quello che Seneca considera uno dei massimi benefici degli Stoici: 

 “una perenne tranquillità, essendo stati rimossi i motivi di irritazione e di paura; infatti, ai godimenti fragili e meschini – subentra una grande gioia, solida e inalterabile , e poi la pace, l’armonia dell’anima” [La vita felice, III, 4] 

Per uno Stoico, questo significa vivere bene, raggiungere la tranquillità dell’animo. Ciò non vuol dire l’assenza di passioni, ma meglio, il dominio sulle passioni (atarassia)

2 thoughts on “LA VISUALIZZAZIONE NEGATIVA

  1. Ciao! Si dice sempre nei libri di auto aiuto di visualizzare il positivo, risultato desiderato per “programmare la mente”.
    Ora è da un po che ho scoperto la visualizzazione negativa “immaginare cose negative che accadono in stato meditativo” oppure ancora in terapia, la tecnica della peggior fantasia.
    Non è che l`immaginare cose negative, porta, inconsciamente a farle accadere?
    “Esempio, mi immagino di fallire un esame, sará più probabile il fallimento, eccecc”
    Grazie in anticipo!

    1. Buongiorno
      Grazie per la sua domanda, ma le cose negative o positive non accadono solo perché le pensiamo. Forse la tendenza ad essere ottimisti o pessimisti può alterare la nostra interpretazione del mondo e le cose che accadono.

      Ma l’esercito della visualizzazione negativa così come ci insegnano gli Storici e alcune terapie moderne, serve per come pratica, per essere più resilienti e per non farsi trovare in balia di eventi negativi che ci possono sopraffare.

      Se la mattina prima di uscire di casa faccio una lista mentale di tutto quello che potrebbe andare storto durante la giornata e dico storto nella maniera più esagerata, se una di queste cose dovesse accadere (e sicuramente in maniera più lieve di quello che avevo prospettato), non mi faccio trovare con la guardia abbassata, perché quella possibilità l’avevo già messa in conto e così emotivamente non verrò sovraffatto, e posso mantenere la calma e la mia serenità. Non è facile ma è una tecnica e per diventare padrone della tecnica bisogna praticare, praticare e poi praticare ancora, fino a che non diventa un abitudine.
      Saluti
      Angelo

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Angelo Manassero