Etica_del_business

COMUNITÀ E IMPRESA, LA CONDIVISIONE D’UN FINE COMUNE

“L’Azienda dovrebbe essere istituzionalizzata come una comunità di intenti condivisa che ci consenta di riconoscere il suo contributo come uno dei veicoli importanti per lo sviluppo della virtù e la vita buona”

Richard C. Warren (Professore alla Business School della Manchester Metropolitan University)

Come conciliare la filosofia morale con l‘etica aziendale? Forse non è così difficile come sembra, Adam Smith era stato abbastanza chiaro quando aveva detto che era la prosperità e non i profitti che costituiscono l’obiettivo del sistema del libero mercato. Quindi come si inserisce un’impresa nell’obbiettivo (telos) umano?

Robert Solomon1 (Professore di filosofia all’University of Texas at Austin) sostiene che la funzione principale di una impresa è di agire come un cittadino e membro di una comunità più ampia, perché, senza di essa, l’impresa non esisterebbe. Tuttavia, poiché attacca l’intera idea dell’atomismo individuale (L’atomismo fa sì che gli esseri umani tendano a sentirsi  isolati e separati gli uni dagli altri) ,argomentando che, non è che esista un’impresa che come entità ha un principio di responsabilità sociale nei confronti di una società più ampia, ma ha una responsabilità perché l’impresa è un risultato della società e parte integrante della stessa. Come spiega Solomon:

“Le comunità sono nuclei essenziali per la moralità, e le imprese in ultima analisi non sono giudicate in base ai numeri, ma in base alla coerenza e alla cooperazione sia all’interno delle loro mura che all’interno delle comunità in generale, nella quale svolgono un ruolo sociale essenziale”. 

I sei parametri di Solomon

Solomon, mette in risalto sei parametri aristotelici; Comunità, come abbiamo appena visto sopra; Eccellenza, perché è la sua centralità che definisce le virtù negli affari, l’eccellenza implica l’azione efficace e l’eccellenza negli affari, ed è legata alla produttività e al fare bene; L’appartenenza, che sostiene sia una disposizione naturale, essere un membro all’interno di un’organizzazione fa parte del nostro senso di comunità; Integrità, che non è di per sé una virtù ma un insieme complesso di virtù che lavorano insieme per formare un carattere coerente “Una personalità identificabile e degna di fiducia;”  Il giudizio, le esigenze e principi etici sono vari e un corretto giudizio è la chiave per fare ciò che è giusto; Olismo, che ci incoraggia a guardare al quadro generale, guardando al contesto generale di cui fa parte il business.

Anche in questo caso, ogni volta che troviamo concetti opposti e antagonisti all’interno e all’esterno dell’azienda, dovremmo espandere la nostra visione fino a vedere il quadro piu ampio, come parte di una famiglia come membro di un gruppo, come parte di una comunità che agisce con integrità perseguendo l’azione giusta attraverso giudizi giusti nel perseguimento dell’eccellenza per l’insieme del tutto. Tutti questi sei parametri mirano allo stesso fine, si intersecano e fanno parte dello stesso punto di riferimento. Per citare Eraclito:

“C’è un’unità nel mondo, ma è un’unità formata dalle combinazioni dei contrari. Tutte le cose escono da una cosa, e una cosa da tutte le cose; ma le molte cose hanno meno realtà dell’una, la quale è Dio”2

Virtù e senso di comunità

R.C. Warren3, sostiene che per molte persone nella società moderna che lavorano in un impresa può spesso essere il loro più importante senso di comunità che esperimentano nella l’oro vita adulta. Ed è nella comunità e attraverso l’affiliazione a un gruppo che le virtù vengono acquisite, praticate e diventano abituali. Pertanto Warren sostiene che un’azienda che funziona come una comunità di intenti, è così caratterizzata dalle seguenti caratteristiche:

  • le persone si riferiscono a persone nel loro intero piuttosto che come segmenti;
  • ogni partecipante è percepito come dotato di un valore intrinseco;
  • la comunicazione è aperta e fondata sulla fiducia;
  • l’obbligo è reciproco, diffuso ed esteso; c’è un senso di appartenenza e condivisione di un’identità comune;
  • lo sviluppo personale, la sicurezza e la soddisfazione sono importanti.

Le Virtù e l’impresa

Le virtù sono o almeno dovrebbero far parte di un’azienda da cima a fondo della catena gerarchica, il manager potrebbe non essere consapevole degli effetti negativi che le sue transazioni o pratiche potrebbero avere sugli altri, anche solo l’incapacità di notarlo suggerirebbe una mancanza di virtù.

Le virtù dell’umanità, dovrebbero sensibilizzare le persone alle fortune e alle disgrazie degli altri, Jennifer Jackson4 (Professore Ordinario di Filosofia e Direttore del Center for Business and Professional Ethics dell’Università di Leeds)  definisce le virtù dell’umanità come una disposizione a rispondere in modo comprensivo e sensibile alle gioie e ai dolori, alle fortune e alle disgrazie degli altri. Le virtù dell’umanità raccolgono ad esempio altre virtù come: civiltà, gentilezza, cordialità, misericordia e generosità.

Per Salomon le imprese sono governate dalle virtù così come dalla necessità di realizzare profitti, e queste virtù non sono ostacoli ma gli standard ultimi nel business, Solomon divide le virtù in quattro gruppi:

Le virtù aziendali di base: onestà, correttezza, fiducia, tenacia;

Le virtù dell’impresa: cordialità, onore, lealtà, vergogna (essere senza vergogna è un vizio)

Concorrenza: cura, compassione;

La virtù ultima della vita aziendale: la giustizia.

Di questi, dice Solomon, “L’onestà è la virtù primaria della vita lavorativa”. Probabilmente una di quelle virtù che attraversa culture e tempi.

Come dice Geoff. Moore5 (membro fondatore della  UK Association of European Business Ethics Network) le virtù costituiscono l’integrità del carattere:

“Il risultato per l’individuo virtuoso è lo sviluppo del carattere, il raggiungimento dell’eudaimonia [felicità, benessere], e il contributo nella sua comunità del suo essere una persona virtuosa. Allo stesso modo, l’impresa dovrebbe sviluppare il suo carattere aziendale, raggiungere l’equivalente di eudaimonia e ricevere l’acclamazione della comunità imprenditoriale come organizzazione virtuosa “.

1 – R. Solomon, (1992), Ethics and Excellence. Co-operation and integrity in  business, New York: Oxford University Press.

2 – B. Russell, (1995) Storia della filosofia occidentale, Milano, TEA,

3 – R.C.Warren, (1996), Business as a Community of Purpose, Business Ethics: A European Review, Volume 5, Number 2, April 1996.

4 – J. Jackson, (1996), An introduction to Business Ethics, Cambridge: Massachusetts.

5 – G. Moor, (1997), Corporate character: The application of virtue ethics to business, Business Ethics: principles and practice, Sunderland: Business Education Publishers Ltd.

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Angelo Manassero