L'irrazionalità del "devo/deve"

6 MODI DI USARE "NON POSSO" CHE POTREBBERO MINARE LA TUA FELICITÀ

Elliot D. Cohen Consulente filosofico

L’autore di questo articolo Elliot D. Cohen, Ph.D. è il presidente del Logic-Based Therapy and Consultation Institute e uno dei principali fondatori della consulenza filosofica negli Stati Uniti. L’articolo originale pubblicato in Psychology Today il 3 febbraio 2022 –  https://www.psychologytoday.com/us/blog/what-would-aristotle-do/202202/6-uses-i-can-t-may-be-undermining-your-happiness (Tradotto e adattato in italiano da Angelo Manassero Logic-Based Therapy Consultant in Italia)

FAI UN INVENTARIO E SCOPRI COME POTRESTI ESSERE TU CHE STAI SOFFOCANDO LA TUA STESSA FELICITÀ.

PUNTI CHIAVE
  • L’espressione apparentemente benigna “non posso” può portare a una propria stagnazione personale, sociale e/o professionale.
  • Vengono definiti sei usi controproducenti di “non posso / non riesco”, che includono usi comportamentali, emotivi, impulsivi e cognitivi.
  • Un inventario di autovalutazione (self-check) può aiutarti a vedere se tendi ad alcuni di questi usi e potresti trarne vantaggio nell’affrontare i pensieri irrazionali.

Quante volte dici a te stesso “Non posso!” Con queste piccole parole, potresti scoraggiare te stesso e non cogliere molte eccitanti opportunità nella vita. Sfortunatamente, molte persone attraversano gran parte (se non tutta) della loro vita senza rendersene conto come questa espressione apparentemente benigna li abbia mantenuti in uno stato di stagnazione personale, sociale e/o professionale.

Quindi, in quanti modi puoi ‘can’tstipate’ te stesso (costipazione da can’t – la parola qui usata da Cohen significa un blocco psicologico o fisico che deriva dal pronunciare e convincersi che ‘non posso’; dall’inglese ‘I can’t’’) in altre parole minare la propria Felicità utilizzando delle parole auto opprimenti?

Nel mio libro Cognitive Behavioral Therapy for Those Who Say They Can’t: A Workbook for Overcoming Your Self-Defeating Thoughts, (Terapia cognitivo comportamentale per coloro che dicono ‘non posso’: una cartella di lavoro per superare i tuoi pensieri controproducenti), ho identificato sei usi comuni di quando dico “non posso” che possono portarci a conseguenze autodistruttive. Questi sono riassunti nella tabella seguente (Cohen, 2022):

Terapia cognitivo comportamentale per coloro che dicono ‘non posso’: una cartella di lavoro per superare i tuoi pensieri controproducenti

Sei forme autolesionistiche del Blocco da Non Posso (Can’tsipation)

Come puoi vedere, tre di questi tipi di “non posso” sono comportamentali, nel senso che tendono a minare il tuo comportamento come correre dei ragionevoli rischi; scegliere le cose a breve termine per minimizzare il senso di frustrazione per il bene di una gratificazione a lungo termine, prendendo le proprie decisioni anziché affidarsi ad altre persone. Un’altra di queste abitudini è emotiva, il che significa avere una tendenza nel sostenere emozioni controproducenti – in particolare l’ira irrazionale. Un’altra abitudine è l’essere impulsivo,il che significa mantenere impulsi irrazionali come la paura fobica. Un’ulteriore abitudine è quella cognitiva, nel senso che si alimentano pensieri controproducenti come quelli ossessivi.

Ci sono tre modi correlati per superare una qualsiasi di questi tipi di non posso(can’tstipation):

  1. Avversione al rischio

Categoria: Comportamentale
Disfunzione: Ostacola l’assunzione razionale dei rischi
Esempio: “Non posso permettermi di correre rischi”

  1. Bassa Tolleranza della Frustrazione,

Categoria: Comportamentale
Disfunzione: Crea/sostiene una bassa tolleranza alla frustrazione
Esempio: “Non sopporto (non ho pazienza) per le cose difficili”

  1. Poca Fiducia in Se Stessi

Categoria: Comportamentale
Disfunzione: Crea/sostiene la dipendenza dagli altri
Esempio: “Non posso prendere le mie decisioni”

  1. Scarso Controllo Dell’Ira

Categoria: Emotivo
Disfunzione: Sostiene uno stato di rabbia costante
Esempio: “Non posso fare a meno di essere incazzato da quel commento sgradevole”

  1. Fobie

Categoria: Impulsivo
Disfunzione: Sostiene una paura intensa e irrazionale
Esempio: “Non sopporto di stare in luoghi affollati”

  1. Ossessivo

Categoria: Cognitivo
Disfunzione: Sostiene pensieri indesiderati o dolorosi
Esempio: “Non riesco a togliermi dalla testa quell’orribile pensiero”

Come puoi vedere, tre di questi tipi di “non posso” sono comportamentali, nel senso che tendono a minare il tuo comportamento come correre dei ragionevoli rischi; scegliere le cose a breve termine per minimizzare il senso di frustrazione per il bene di una gratificazione a lungo termine, prendendo le proprie decisioni anziché affidarsi ad altre persone. Un’altra di queste abitudini è emotiva, il che significa avere una tendenza nel sostenere emozioni controproducenti – in particolare l’ira irrazionale. Un’altra abitudine è l’essere impulsivo,il che significa mantenere impulsi irrazionali come la paura fobica. Un’ulteriore abitudine è quella cognitiva, nel senso che si alimentano pensieri controproducenti come quelli ossessivi.

Ci sono tre modi correlati per superare una qualsiasi di questi tipi di non posso(can’tstipation):

      1. Lavorare in modo cognitivo riformulando il tuo dialogo interiore  per potenziare se stessi — ad esempio, cambiando “Non posso” in “Scelgo di non” o “Non devo” in “Preferisco non”;
      2. Lavorare emotivamente neutralizzando o invertendo i sentimenti negativi collegati—ad esempio, in casi di scarsa fiducia in se stessi, cambiando la tua percezione di poca autostima a una di un auto-accettazione incondizionata abbracciando una filosofia ispiratrice dell’ amor proprio come nel buddismo o Erich Fromm;
      3. Lavorare in modo comportamentale cambiando le tue azioni in azioni costruttive – ad esempio esercitandoti ad assumere rischi nel caso di avversione al rischio.

Esercizio cognitivo, emotivo e comportamentale

Nel mio libro Cognitive-Behavior Therapy for Those Who Say They Can’t, (Terapia cognitivo comportamentale per coloro che dicono ‘non posso’) Ho incluso delle serie sistematiche di esercizi per lavorare su ciascuno dei sei tipi di non posso (can’tstipation) cognitivo, emotivo e comportamentale. Il primo passo di questo processo, tuttavia, è la definizione del problema da affrontare. La lista qui di seguito viene offerta per aiutarti a determinare se stai bloccando da te stesso con i ‘non posso’ (can’tstipating) in uno dei sei modi sopra menzionati e puoi quindi beneficiare di quest’ultimo approccio di auto-aiuto.

Per fare l’ elenco, indica semplicemente quanto sei in accordo con ciascuno dei processi del pensiero indicati di seguito cerchiando una delle quattro scelte, se non sei sicuro di quale delle due scelte sia applicabile, cerchia il numero più alto (Cohen, 2022):

  1. Non posso fare a meno di arrabbiarmi molto quando le persone mi trattano male. Perché sembra così sbagliato quando penso a come mi hanno trattato, e mi sento impotente nel controllare la mia rabbia nei loro confronti.
    (4) Completamente d’accordo, (3) d’accordo, (2) un po’ d’accordo, (1) in disaccordo
  1. Ho una paura estrema di fare certe cose o di trovarmi in una determinata situazione. Quindi, mi dico che non posso fare queste cose o trovarmi in queste situazioni; e questa situazione ha un impatto negativo sulla mia vita.
    (4) Completamente d’accordo, (3) d’accordo, (2) un po’ d’accordo, (1) in disaccordo
  1. Mi sento come se non riuscissi a sopportare di aspettare a lungo per le cose, anche se le desidero molto, quindi rinuncio facilmente a cose che richiedono molto tempo o semplicemente astengo a
    (4) Completamente d’accordo, (3) d’accordo, (2) un po’ d’accordo, (1) in disaccordo 
  1. Non sopporto di fare cose insopportabili anche se devo farle per ottenere qualcosa che voglio davvero. Quindi, rinuncio a queste cose e cerco di fare altre cose che mi diano un piacere più immediato
    (4) Completamente d’accordo, (3) d’accordo, (2) un po’ d’accordo, (1) in disaccordo
  1. Dico a me stesso che non posso fare delle cose quando le trovo difficili o impegnative. Mi sento frustrato e mi arrendo facilmente.
    (4) Completamente d’accordo, (3) d’accordo, (2) un po’ d’accordo, (1) in disaccordo
  1. Mi dico che non posso fare delle cose quando sono incerto sui loro risultati. Questo mi crea un alto livello di ansia quando devo prendere delle decisioni, specialmente quelle importanti.
    (4) Completamente d’accordo, (3) d’accordo, (2) un po’ d’accordo, (1) in disaccordo
  1. Mi ripeto che non posso fare certe cose quando penso che ci sia una possibilità che potrei fare un pasticcio e apparire come uno stupido. Questo mi crea un alto livello di ansia quando devo prendere delle decisioni, specialmente quelle importanti.
    (4) Completamente d’accordo, (3) d’accordo, (2) un po’ d’accordo, (1) in disaccordo
  1. Dico a me stesso che non posso fare certe cose quando penso che ci sia la possibilità che possano andare male e rovinarmi la vita. Questo mi crea un alto livello di ansia quando devo prendere delle decisioni, specialmente quelle importanti.
    (4) Completamente d’accordo, (3) d’accordo, (2) un po’ d’accordo, (1) in disaccordo
  1. Non posso prendere decisioni da solo. Divento molto ansioso di poter sbagliare, quindi guardo alla mia dolce metà , o a qualcun altro con cui mi confido, per dirmi cosa fare.
    (4) Completamente d’accordo, (3) d’accordo, (2) un po’ d’accordo, (1) in disaccordo
  1. Sento di aver bisogno dell’approvazione degli altri per sentirmi bene con me stesso e tendo a fare affidamento sugli altri per dirmi cosa fare.
    (4) Completamente d’accordo, (3) d’accordo, (2) un po’ d’accordo, (1) in disaccordo
  1. Continuo a pensare alla possibilità che qualcosa di estremamente brutto possa accadere a me o a una persona a me cara. Non so se potrà accadere veramente, ma non posso nemmeno essere sicuro che non accadrà e non riesco a togliermelo dalla mente.
    (4) Completamente d’accordo, (3) d’accordo, (2) un po’ d’accordo, (1) in disaccordo
  1. Continuo a rimuginare sulla possibilità che io stia facendo qualcosa di molto brutto. Non credo che lo farò, ma non ne sono davvero sicuro e non riesco proprio a smettere di pensarci.
    (4) Completamente d’accordo, (3) d’accordo, (2) un po’ d’accordo, (1) in disaccordo

Se la tua risposta a una qualsiasi delle 12 forme di pensiero di cui sopra è 4, 3 o 2, allora potresti tendere ad avere un auto blocco da non posso (can’tstipate) in un modo particolare o in un altro; più alto è il numero, più forte è la tendenza

Elenco di Dichiarazioni con Tipo di Blocco da Non Posso (Can'tstipation) Corrispondente(come indicato dalle risposte di 2,3 o 4)

Elenco delle dichiarazioni 6, 7, or 8 …………………….. AVVERSIONE AL RISCHIO

Elenco delle dichiarazioni 3, 4, or 5 …………………….. BASSA TOLLERANZA DELLA FRUSTRAZIONE

Elenco delle dichiarazioni 9 or 10………………………….POCA FIDUCIA IN SÉ STESSI

Elenco delle dichiarazioni 1 …………………………………. SCARSO CONTROLLO DELL’ IRA

Elenco delle dichiarazioni 2………………………………….  FOBIE

Elenco delle dichiarazioni11 or 12…………………………OSSESSIVO

Ho scoperto che molti di noi che dicono a se stessi che non possono (can’tstipate) lo fanno in più modi. Se hai identificato uno o più dei suddetti tipi di blocchi da non posso (can’tstipation), allora potresti trarre vantaggio dal lavorare cognitivamente, emotivamente e in modo comportamentale sul tipo o sui tipi di blocchi da non posso che hai identificato.

Ciò richiederà un impegno da parte vostra a lavorare diligentemente verso un cambiamento costruttivo. La buona notizia è che la sensazione di impotenza associata alla mancanza di potere che ti impedisce di raggiungere molti dei tuoi obbiettivi di vita è proprio questo: una sensazione soggettiva dentro di te, un falso senso di incapacità, che puoi superare lavorando cognitivamente, emotivamente, e a livello comportamentale sul pensiero irrazionale che lo genera.

Riferimenti

Elliot D. Cohen

Elliot D. Cohen (Ph.D. Brown University) è uno dei principali fondatori della consulenza filosofica negli Stati Uniti. È fondatore e editore dell’International Journal of Applied Philosophy e dell’International Journal of Philosophical Practice; co-fondatore e Direttore Esecutivo della National Philosophical Counselling Association (NPCA); e presidente del Logic-Based Therapy and Consultation Institute. Autore di ventisette libri e numerosi articoli di consulenza filosofica, filosofia applicata ed etica professionale.

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